Giulio Chinappi
Dopo il vantaggio attribuito a Roberto Sánchez, l'improvviso ritorno in testa di Keiko Fujimori ha riaperto la ferita democratica peruviana. Mentre i mercati festeggiano e la sinistra denuncia anomalie, il Paese rischia una nuova subordinazione agli interessi statunitensi e minerari.
Il Perù vive ore decisive e drammatiche, sospeso tra il verdetto delle urne, le denunce di irregolarità e la pressione evidente dei poteri economici che vedono in Keiko Fujimori la garanzia di una restaurazione conservatrice, neoliberista e pienamente compatibile con gli interessi statunitensi nel Paese andino.