
Giulio Chinappi
A Hà Nội si tiene il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, snodo decisivo verso i centenari del 2030 e del 2045. Crescita a doppia cifra, riforme e innovazione delineano la strategia per uno sviluppo più prospero, sostenibile e indipendente.
L'avvio del XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Việt Nam, inaugurato nella capitale Hà Nội il 19 gennaio con una cerimonia solenne, rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del ciclo politico vietnamita. Questo evento rappresenta infatti un vero e proprio "punto di svolta" nel quale si intrecciano bilanci di fine mandato, definizione di nuovi obiettivi, orientamenti strategici e, soprattutto, la costruzione di una visione di lungo periodo per l'intero Paese. La presenza di 1.586 delegati, in rappresentanza di oltre 5,6 milioni di iscritti, conferma la natura capillare e organizzata di un appuntamento che, per il Partito e per lo Stato, si configura come un evento di massa e al tempo stesso come il principale snodo decisionale per la linea politica nazionale.
Il Congresso si colloca in un quadro simbolico particolarmente denso. La leadership lo ha presentato come un passaggio storico proiettato verso due anniversari-cardine: il 2030, centenario della fondazione del Partito (1930-2030), e il 2045, centenario della nascita dello Stato vietnamita moderno, dalla proclamazione della Repubblica Democratica del Việt Nam fino all'attuale Repubblica Socialista del Việt Nam. La scelta di incardinare l'agenda politica su questi orizzonti è una modalità di costruzione della continuità, che connette la legittimità storica della rivoluzione alle esigenze contemporanee di sviluppo, competitività e trasformazione socio-economica.
In questo senso, il XIV Congresso appare come la "cabina di regia" che mira a tradurre in pianificazione politica l'idea di un passaggio d'epoca. Il motto adottato, "Solidarietà - Democrazia - Disciplina - Svolta - Sviluppo", esplicita la tensione tra unità politica e ambizione trasformativa: disciplina e coesione, dunque, non rappresentano dei vincoli, bensì delle condizioni operative per accelerare riforme, investimenti e innovazione.
Il carattere eccezionale della congiuntura internazionale è uno degli argomenti più insistenti trattati nel Congresso. Nel discorso inaugurale, il Presidente Lương Cường ha sottolineato la rapidità e l'imprevedibilità dei cambiamenti globali, richiamando la competizione strategica fra grandi potenze e la pressione crescente di fattori non tradizionali di sicurezza, dal cambiamento climatico alle epidemie, fino alle nuove vulnerabilità cibernetica. In questa cornice, la "Quarta Rivoluzione Industriale", con lo sviluppo accelerato di intelligenza artificiale, tecnologie digitali e altre innovazioni emergenti, viene interpretata come una sfida sistemica che impone al Việt Nam di ripensare il modello di crescita, aumentare la produttività e rafforzare la competitività nazionale.
L'elemento di maggiore rilievo politico sta però nella definizione dei traguardi quantitativi e qualitativi per la fase 2026-2030, con proiezione al 2045. Il Segretario Generale Tô Lâm, presentando il rapporto sui documenti del Congresso, ha indicato una traiettoria ambiziosa: un tasso medio annuo di crescita del PIL pari o superiore al 10% nel periodo 2026-2030 e un PIL pro capite intorno agli 8.500 dollari entro il 2030. La visione di lungo periodo, coerente con il calendario dei centenari, è quella di raggiungere entro il 2045 lo status di Paese sviluppato ad alto reddito.
Questi obiettivi non vengono proposti come semplici desiderata, ma come impegni che richiedono una trasformazione della capacità di governo, dell'efficienza amministrativa e della qualità delle politiche pubbliche. Un tratto distintivo del Congresso, infatti, è la forte enfasi sull'esecuzione: la leadership insiste sul fatto che molte politiche risultano corrette "sulla carta", ma soffrono in fase attuativa, generando ritardi, sprechi e frustrazione sociale. In questa prospettiva, la distanza fra decisione e implementazione è elevata a problema strategico nazionale, perché è proprio da essa che dipende la credibilità degli obiettivi al 2030 e al 2045.
La costruzione dei documenti congressuali rivela questa impostazione. Per la prima volta, il rapporto politico integra in modo coordinato tre assi tradizionali, quello politico, quello socio-economico e quello relativo alla costruzione del Partito, creando un testo unitario che mira a rendere più coerente e immediata la traduzione della linea in governance. A questa scelta si affianca un altro segnale politico importante: la consultazione pubblica estesa, che ha raccolto oltre 14 milioni di contributi provenienti da circa cinque milioni di funzionari, membri del Partito e cittadini. Il documento viene così presentato come "cristallizzazione" della volontà collettiva, cioè come un prodotto politico che unisce indirizzo centrale e ascolto sociale.
Sul piano programmatico, il Congresso colloca la crescita in un quadro di transizione del modello economico. Lo sviluppo è associato a quattro direttrici: economia della conoscenza, economia digitale, economia verde ed economia circolare. La logica è dunque quella di ridurre gradualmente la dipendenza da lavoro a basso costo e dall'uso intensivo di risorse, e spostare l'asse su produttività, qualità ed efficienza, con l'innovazione come motore primario. In questo schema, la scienza e la tecnologia non sono un settore fra gli altri, bensì l'infrastruttura del nuovo ciclo di accumulazione e modernizzazione.
Lungo questa traiettoria, assume un valore particolare il rapporto fra "autonomia strategica" e integrazione internazionale. Il XIV Congresso si svolge mentre il Việt Nam consolida una postura multilaterale e pragmaticamente cooperativa, rivendicando però al tempo stesso l'esigenza di essere protagonista della propria modernizzazione, senza dipendenze tecnologiche eccessive. Non a caso, nelle valutazioni internazionali spesso richiamate dagli organi di informazione vietnamiti, un punto ricorrente è la crescita dell'ecosistema dell'innovazione: l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale ha collocato il Việt Nam al 44º posto negli indici globali dell'innovazione, segnalando una traiettoria di consolidamento nel medio periodo.
L'ambizione al 2045, tuttavia, non può essere letta soltanto come una corsa al reddito pro capite. Nel discorso politico che accompagna il Congresso, lo sviluppo viene definito "centrato sulle persone", e la stabilità sociale è trattata come capitale strategico. La leadership insiste su una formula che attraversa più documenti e interventi: "Il popolo è la radice". La centralità della dimensione sociale non compare quindi come elemento accessorio, ma come parte del dispositivo di legittimazione e di efficacia della strategia di crescita. In altri termini, l'idea di nazione moderna e prospera al 2045 richiede sia performance economica sia coesione, fiducia e qualità dei servizi pubblici.
In questo quadro, il XIV Congresso segnala una trasformazione anche nel modo di concepire la governance: dai piani ai prodotti, dalle dichiarazioni agli indicatori, dall'attività all'impatto. La leadership chiede che ogni grande scelta venga accompagnata da un tracciamento dell'esecuzione, da responsabilità definite e da un controllo concreto dei risultati. Questa impostazione si intreccia con il tema della soddisfazione pubblica come metro politico: se il consenso, in una società in rapida modernizzazione, non può essere fondato su proclamazioni, esso si costruisce attraverso servizi, opportunità e sicurezza del futuro.
In conclusione, il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Việt Nam si presenta come un dispositivo di direzione politica che lega la memoria storica del progetto rivoluzionario a un'agenda di sviluppo misurabile e ambiziosa. I centenari del 2030 e del 2045 funzionano da cornice di mobilitazione nazionale, trasformando obiettivi economici, infrastrutturali e tecnologici in una narrazione di ascesa del Paese, nella quale la modernizzazione non è un semplice adattamento al mondo globale, ma un percorso che rivendica autonomia strategica, disciplina organizzativa e centralità sociale. Il successo di questa traiettoria dipenderà, come la leadership stessa riconosce, dalla capacità di colmare la distanza fra programma e realtà, fra decisione e implementazione, trasformando l'ambizione in risultati concreti e duraturi.