
Davide Rossi
Il governo tedesco del già funzionario di BlackRock Friedrich Merz sta indirizzando quella nazione verso orizzonti prima immaginabili e sempre più preoccupanti, tanto a livello sociale, quanto in campo internazionale.
La Germania bonaria e amichevole di Angela Merkel, a quei tempi motore economico e politico dell'Unione Europea, non esiste più.
Il governo tedesco del già funzionario di BlackRock Friedrich Merz sta indirizzando quella nazione verso orizzonti prima immaginabili e sempre più preoccupanti, tanto a livello sociale, quanto in campo internazionale.
L'esercito tedesco ad esempio, che sta per rilanciare la leva obbligatoria a partire dall'estate del 2027, ha firmato commesse per l'acquisto di cannoni dalle fabbriche automobilistiche decise o costrette a passare dalle quattro ruote ai cingolati militari e ha firmato un accordo di cooperazione con l'esercito israeliano, per migliorare, dicono, l'addestramento delle truppe, in verità per impiantare anche sul suolo tedesco sistemi di controllo spionistico di ogni opposizione.
La Volkswagen intanto viene obbligata alla produzione di carri armati, pena sessanta miliardi di euro di tagli per un contenimento dei costi di un quinto del totale entro il 2028, in sostanza armi o licenziamenti e chiusure di stabilimenti, anche perché l'alternativa ai licenziamenti, ovvero il pre - pensionamento di almeno quarantamila operai e impiegati, viene bloccata dalle politiche di contenimento della spesa pensionistica del governo.
Il 38° congresso tenuto a fine febbraio 2026 a Stoccarda dai militanti e dai dirigenti della CDU ha deciso di colpire i lavoratori in malattia, di peggiorare le condizioni contrattuali dei precari e di quanti sono a tempo ridotto, nonché lo smantellamento generalizzato di molte prestazioni del sistema di tutela sociale delle classi meno abbienti e dei disoccupati.
I cristiano - democratici vogliono altresì reintrodurre la settimana obbligatoria di 48 ore di lavoro per aumentare la produttività, ovviamente senza aumenti di salario. Sarà da capire se intendano proporre di tornare al sabato lavorativo, oppure prevedano dieci ore di lavoro per quattro giorni la settimana e otto ore il venerdì.
Il cancelliere Friedrich Merz, tuttavia pensa in grande, mentre promuove leggi che istituiscono l'obbligatorietà del sostegno all'Ucraina e a Israele e contestualmente criminalizzano ogni forma di amicizia e di solidarietà con la Russia e la Palestina, ritiene anche necessario ridurre le pensioni e ancor peggio obbligare donne e uomini a lavorare fino a settant'anni, limitare ulteriormente le indennità di malattia, ridimensionare le prestazioni sanitarie e ospedaliere e aumentarne i costi.
A chi lo critica, risponde, come dalla tribuna congressuale di Stoccarda, che le riforme siano a suo avviso assolutamente necessarie, di più, obbligatorie e urgentissime, bollando i dissenzienti come incompetenti e affetti da "pigrizia intellettuale", come se la distruzione dello stato sociale, il generale impoverimento, la scelta di un militarismo feroce e unidirezionale, succube della NATO e delle sue politiche antirusse e anticinesi fosse la sola strada possibile per il futuro della Germania.
In parlamento i cristiano - democratici sono al governo insieme ai socialdemocratici della SPD, i quali hanno bofonchiato, di fronte a questi molteplici e assurdi progetti ultraliberisti e guerrafondai, con la timidezza che li contraddistingue, sostenendo che in effetti occorre prendere in esame la sostenibilità finanziaria dell'attuale stato sociale, così come siano meritevoli di un'approfondita discussione molte delle proposte avanzate con baldanzosa spocchia da Merz. In più i socialdemocratici sono totalmente conniventi e subalterni alle scelte di politica internazionale, insieme agli ancor più irresponsabili Verdi, infatti hanno dichiarato che accetteranno, se non si troveranno abbastanza volontari per la Bundeswehr, ovvero l'esercito, il ritorno al servizio militare obbligatorio per fronteggiare quello che anche loro ripetono essere il "pericolo russo", ovviamente totalmente falso e inventato.
Il ministro della Difesa, il socialdemocratico Boris Pistorius, ha inoltre reclutato istruttori ucraini per l'esercito al fine di spiegare alle giovani reclute "come ammazzare i russi", abominevole frase, ma realmente pronunciata, detta sussiegosamente per intendere che dovendosi i tedeschi preparare, a suo avviso, per la guerra contro la Russia, valga la pena imparare da chi abbia esperienza, poco importa che si tratti di una sommatoria di sconfitte.
Appena i socialdemocratici hanno poi provato a correggere le proposte ultraliberiste, chiedendo almeno tutele per i disabili, i malati cronici e gli anziani con lunghe degenze, nonché congedi parentali adeguati e più lunghi per la tutela dei bambini, i cristiano - democratici hanno risposto negativamente, pretendendo piuttosto tasse più basse per i benestanti e ancora più sgravi fiscali per le imprese.
Rainer Dulger, presidente della BDA, la Confederazione delle Associazioni dei Datori di Lavoro, ovvero la Confindustria tedesca, saluta con entusiasmo le proposte governative, non una parola da parte degli industriali rispetto al prezzo dell'energia, clamorosamente aumentato dopo il passaggio dal gas russo a quello statunitense, sull'impossibilità di sostenere con le sole esportazioni l'economia, vista anche la chiusura autoimposta del mercato russo, sulla mancanza di innovazione scientifica e tecnologica delle aziende e la necessità di rilanciare i consumi interni. Sembra insomma si siano convinti che la via verso la ripresa economica passi soltanto attraverso le armi.
D'altronde la fiera militare di Norimberga di febbraio 2026, un decennio fa di ridottissime dimensioni con solo sessanta espositori, ha attratto quest'anno un numero crescente di aziende del settore militare, oltre mille quattrocento provenienti da cinquantaquattro nazioni e oltre ventimila visitatori, inaugurata con entusiasmo dal generale di Brigata Volker Pötzsch delle Forze Armate Tedesche, gongolante nella citazione meno evangelica possibile, seppur tratta dal Vangelo di Matteo: "Non sono venuto a portare pace, ma una spada", ovviamente aggiornata alle più moderne e tecnologiche armi da fuoco, compresi i droni, pubblicizzati senza vergogna da un'azienda israeliana presente, la Elbit Systems, mostrando come siano in grado di tracciare e uccidere persone, portando a testimonianza di tale presunta abilità video reali del massacro di Gaza, facendo scattare lo sciopero delle maestranze addette alla sicurezza in larga parte di origini turche e arabe. Qualche militare presente si è anche prodigato in sperticate fantasie, sostenendo che i tedeschi si debbano preparare all'eventualità - in verità inesistente - che l'Armata Rossa torni presto alle porte di Berlino.
Insomma, una preoccupante Germania che persegue spietatamente il riarmo, sta nuovamente ammassando le truppe sul confine orientale, sta rapidamente perseguendo un progetto di militarizzazione della società.
A conferma di tutto questo si aggiunge il documentario presentato al Festival del cinema di Berlino, la celebre Berlinale, svoltosi nel febbraio 2026, girato presso l'area di addestramento al combattimento urbano e ravvicinato di Schnöggersburg della Bundeswehr a Windberge nella Sassonia-Anhalt, dotata di oltre cinquecento edifici e addirittura tre stazioni sotterranee della metropolitana perfettamente ricostruite. La regista Marie Wilke, oltre alle immagini delle esercitazioni, dedica molto spazio per i sermoni dei comandanti alla truppa rispetto alla bellezza e all'importanza di far parte di un esercito di una nazione democratica, lo sguardo dei soldati astanti pare tuttavia poco convinto. La pellicola non ha mancato di sollevare veementi polemiche, perché i graduati sullo schermo cercano di normalizzare con linguaggio militare la presunta giustezza dell'uccisione di altri esseri umani e la necessità del combattimento, mostrando, ve ne fosse stato ancora bisogno, che la guerra risulti apprezzata da chi non la conosce e non l'ha mai vissuta. In Germania forse si preparano alla guerra, anche perché sulle rive del Reno nessuno più ricorda che cosa sia e come drammaticamente si svolga nella realtà.
Germania dunque motore ed esempio dell'Europa, come per altro i partecipanti al congresso CDU di Stoccarda hanno rivendicato sotto tutti i punti di vista: economico, politico, militare ? Speriamo proprio di no ! I sempre meno simpatici tedeschi giocano sulle debolezze francesi, dotati di bomba atomica ma con un'economia debolissima, sui limiti polacchi, forti solo regionalmente e nell'alleanza con gli scandinavo - baltici, sulla lontananza britannica, rientrati a maggio 2025 in Europa con una serie di accordi bilaterali con Bruxelles, ma non formalmente.
I tedeschi sperano insomma di imporre, sotto la guida del governo consociativo democristiano - socialdemocratico presieduto dall'affarista Friedrich Merz, una baldanzosa e prepotente volontà egemonica destinata a tutto il continente, nel momento stesso in cui propongono ai loro concittadini un ritorno all'Ottocento, fatto di sfruttamento lavorativo, sciovinismo, militarismo.
Un distopia di cui volentieri faremmo a meno in Europa, anche in ragione dei preoccupanti precedenti del passato.