17/03/2026 strategic-culture.su  5min 🇮🇹 #308037

La missione di Israele: incendiare il Medio Oriente

Lorenzo Maria Pacini

Quel che è certo è che la situazione si sta surriscaldando e potrebbe diventare molto, molto pericolosa se Israele non viene fermato in tempo.

Un po' di chiarezza per tutti

Il Pakistan ha attaccato l'Afghanistan. Le portaerei americane hanno i gabinetti rotti. Le ambasciate di dodici Stati richiamano i cittadini e il personale del corpo diplomatico a lasciare l'Iran. Come sono collegati tutti questi eventi ? Facciamo un ragionamento strategico e geopolitico.

La situazione dopo l'"Operazione 13 giorni" di gennaio, in cui i servizi segreti occidentali hanno tramato e tentato l'ennesimo cambio di regime nella Repubblica Islamica dell'Iran attraverso il vecchio metodo delle proteste organizzate, è stata quella dell'accerchiamento dell'Iran da parte delle forze armate statunitensi, in contemporanea alle trattative fra il governo americano e quello iraniano. L'intero mondo ha gridato contro gli USA, che con la loro solita prepotenza da gangster hanno posto l'Iran sotto pressione, creando non pochi problemi.

E se, invece, la prospettiva fosse più ampia di così?

Da un punto di vista strategico, sia militare che diplomatico, quello che abbiamo visto è stato: gli USA e l'Iran aprono un tavolo di colloqui diplomatici; gli USA mettono la propria forza militare attorno. Se restiamo su un'analisi tecnica, il gesto compiuto ha significato mettere un muro di difesa militare fra l'Iran e... Israele.

Proprio così: è Israele il Paese che sta cercando di provocare una escalation in Medio Oriente, pressando sugli USA per avere l'autorizzazione e il supporto militare per attaccare l'Iran. Senza gli USA, Israele rischierebbe di fare la fine di una mosca schiacciata, che fa molto rumore e disturba tutti, ma basta poco per farlo fuori. Questo legame è imprescindibile. Se ammettiamo questa possibilità, che, ripeto, è strategicamente sensata, ci rendiamo conto che fra USA e Iran c'è un tentativo di collaborazione per ridefinire le mappe del Medio Oriente. E ciò ha senso ed è indispensabile per ridurre la forza dell'entità sionista, rimodellare le influenze arabe e concordare le zone di influenza. Un'idea assurda ? Lo vedremo nel giro di sei o sette mesi.

Se osserviamo bene più da vicino, ci rendiamo conto che è proprio Israele ad aver cercato di far detonare il conflitto, creando varie inimicizie e punti di rottura. Un metodo già noto allo scenario internazionale. Ed è proprio qui che si inserisce la questione Pakistan.

Quando mancano gli idraulici

Se allarghiamo lo sguardo, vediamo che Israele intanto ha cercato di correre ai ripari ed è corso a cercare qualche nuovo alleato. Il primo è stato l'India. Il Paese guidato dal Primo Ministro Narendra Modi è assetato di tecnologie militari, in particolare dell'atomica, e con l'accordo siglato con Netanyahu avrà accesso alle tecnologi israeliani e americane. Una scelta che è coerente sia con l'impostazione politica dell'attuale leadership indiana, sia con le esigenze concrete del Paese più popoloso del mondo.

Per poter essere una potenza, deve avere accesso ad una serie di tecnologie che permetteranno di mantenersi al livello alto della competizione, tecnologie che non può prendere dalla Cina in quanto rivale di lunga data. Ed Israele lo sa bene, ecco perché si è inserito ed ha cercato di frammentare l'avvicinamento che c'era stato grazie alla Russia di Vladimir Putin, che era riuscita a mettere al tavolo i RIC, Russia-India-Cina, le tre grandi superpotenze, trovando uno storico accordo di collaborazione e rimarginazione delle antipatie del passato.

E come fa Israele ad andare anche contro la Cina, cercando di creare una zona di negoziazione con gli USA che non sopportano la Cina ? Si inserisce sul Pakistan, che ha ottime relazioni con la Cina e che è allo stesso tempo anche rivale dell'India. Due possibili vittorie in un colpo solo. Ma forse anche qualcosa di più.

La detonazione di un conflitto fra Pakistan e Afghanistan, infatti, fa quello che gli USA non hanno voluto fare: incendiare la regione, ma ad Est, non ad Ovest. In questo modo, l'Iran si trova indirettamente coinvolto, giacché le note tensioni con la regione del Balochistan, fra Pakistan e Iran, e anche le relazioni politiche che si sono positivamente stabilizzate con la nuova leadership afghana, vengono ora messe in discussione e diventano oggetto di una serie di problemi da risolvere.

Una scelta che è pur sempre un Piano B, ma che ha un senso. Incendiando la regione, Israele punta ad un cambio di geometrie sul medio periodo e non nell'immediato. L'unico modo per avere una escalation è coinvolgere gli USA anche nella faccenda Pakistan-Afghanistan, magari offrendo al governo di Washington l'opportunità di tornare a Kabul. Quello che è certo è che la USS Ford, con 35 ingegneri idraulici a bordo, non ha avuto un guasto "casuale" dei suoi servizi igienici: la manomissione di una delle navi da guerra più grandi al mondo (e anche di altre navi, non solo di quella) è un modo semplice ma efficace per dire a Israele che no, non hanno intenzione di impegnarsi in una guerra in Medio Oriente adesso per soddisfare le follie del genocida Netanyahu.

Poi c'è l'altro attore che viene chiamato in campo, la Russia, che si è tenuta a distanza per il momento, lasciando agli USA l'impegno con l'Iran. Russia che già ha fatto una significativa retrocessione dalla regione con la perdita dell'accesso esclusivo al Caucaso, dovuto all'accordo di un secolo fra USA-Armenia-Azerbaigian. Russia che ha mediato con incredibile lungimiranza la transizione in Afghanistan e che ora potrebbe essere chiamata in causa, proprio da Israele, a dire la sua. In questo modo, Israele punta anche a infastidire il duro lavoro di riavvicinamento fra USA e Russia, che costituisce oggettivamente un grosso argine alle mire sioniste, ma ciò potrebbe anche diventare l'occasione per Russia e USA per squalificare dai giochi Israele. Come ? Lasciando venir fuori almeno una parte di questa escalation, rendendo palese la mente israeliana dietro a tutto ciò, in modo da delegittimare completamente l'autorità israeliana e le sue influenze nel mondo.

Non è chiaro ancora del tutto chi stia spingendo chi per questo strano conflitto fra Pakistan e Afghanistan, né come andrà a finire fra Iran e USA... quello che è certo è che la situazione si sta scaldando e potrebbe diventare molto, molto pericolosa se Israele non viene fermata in tempo.

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