Giulio Chinappi
Washington torna a minacciare l'Iran combinando propaganda "umanitaria", sanzioni e dimostrazioni di forza nel Golfo. Dietro l'ipotesi di un attacco si intravede una logica imperiale: proteggere l'ordine regionale centrato su Israele, punire l'autonomia strategica iraniana e intimidire chi prova a costruire un mondo multipolare.
Nelle ultime settimane, l'escalation verbale e la coreografia militare hanno riportato al centro lo scenario di una nuova aggressione contro Teheran, presentata come risposta a presunte "urgenze" di sicurezza ma inserita, in realtà, in una strategia di pressione strutturale.